Riapre l'oasi Lycaena a Salzano

Data: 
16/04/2013 - 18:15
Tra i volatili censiti aironi cinerini e bianco maggiore
Salzano, oasi Lycaena (foto: M. Fletzer)

 

Con l’arrivo della primavera riapre al pubblico l’oasi Lycaena di Salzano, di proprietà della Provincia di Venezia e del Consorzio di Bonifica.

 

E’ possibile visitarla la prima e la terza domenica del mese, da aprile a ottobre, dalle ore 9.00 alle 18.00, e nelle principali festività (25 aprile, 1 maggio, 15 agosto e altre ancora). Per gruppi e scolaresche è necessario concordare la prenotazione.

Per informazioni: Servizio Parchi della Provincia di Venezia (041.2501201 reti.ecologiche@provincia.venezia.it). Il materiale utile a prepararsi alla visita, assieme ad alcuni  fascicoletti di approfondimento, può essere scaricato dal sito.

L'Oasi Lycaena oltre ad essere uno straordinario polmone verde, è anche un habitat per diverse specie di uccelli. L'ultimo censimento del 14 marzo scorso, ha accertato la presenza anche di  aironi cenerini, con ben 14 nidi in cova.
Di seguito l’elenco delle specie e dei volatili censiti: un esemplare di poiana, uno di gheppio, uno di tuffetto, 26 di cormorano, 16 di marangone minore, 6 di gabbiano reale, 18 di airone cenerino con 14 nidi in cova, 9 di garzetta, 2 di airone bianco maggiore, 204 di colombaccio, uno di porciglione, 6 di merlo, 4 di ghiandaia, 2 di cinciallegra, 4 di codibugnolo, 3 di cornacchia grigia, 4 di gazza, uno di gallinella, 7 di folaga, 30 di germano  reale.

 

L’assessore ai Parchi, boschi e riserve Giuseppe Canali: «L'oasi rappresenta un’occasione per passare un po’ di tempo all’aria aperta, a contatto con la natura, alla scoperta del nostro ambiente; perciò invito tutti a visitarla.

L’oasi è un'ex cava di argilla con un’origine comune a molte altre presenti sul territorio del miranese; oggi è rinaturalizzata e ci sono boschi e zone umide che un tempo occupavano gran parte della bassa pianura dell’entroterra veneziano.

 

Divenuta un importante sito per la riproduzione, la sosta e lo svernamento di molte specie di uccelli, raccoglie anche molte specie vegetali. E’ anche uno degli ultimi rifugi della farfalla, da cui l’oasi stessa prende il nome: la Licaena delle paludi, un tempo molto diffusa sul territorio veneto. Insomma è uno scrigno di biodiversità. Inoltre, con una zona di fitodepurazione di 21 ettari contribuisce al disinquinamento delle acque che arrivano in Laguna di Venezia e al contenimento del rischio di alluvione a tutela degli abitati e delle attività esistenti lungo il Marzenego.

 

Nelle prossime settimane verranno installati dei tabelloni illustrativi della principale fauna e flora e daremo avvio alla gara per la realizzazione di un osservatorio».

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