Provincia, ecomafie e legalità

Data: 
21/05/2012 - 13:45
Assessore Paolo Dalla Vecchia: «Avviata collaborazione con tutte le forze dell'ordine per lo scambio di dati»
Il tavolo dei relatori al centro "Da Vinci" di San Donà di Piave

Sabato 19 maggio 2012 al Centro Culturale Leonardo Da Vinci di San Donà di Piave, si è svolto il convegno su “Cemento – Corruzione –Ecomafie, Veneto Orientale: concreti strumenti per cambiare rotta” organizzato da Legambiente, con il patrocinio della Provincia di Venezia e il Comune di San Donà di Piave.
I lavori sono stati introdotti da Giulia Baldissera, presidente Legambiente Veneto Orientale. L’assessore provinciale alle Politiche Ambientali Paolo dalla Vecchia  è intervenuto al convegno ed ha portato i saluti della presidente della Provincia Francesca Zaccariotto. Sono intervenuti, inoltre, Giampietro Pizzo, economista esperto di microfinanza, Lorenzo Segato direttore dell’associazione no profit Rissc, Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità, Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto. Gianni Belloni, coordinatore Osservatorio Ambiente e Legalità –Venezia ha moderato il convegno.

Assessore all’Ambiente Paolo Dalla Vecchia: «La Provincia di Venezia è molto attenta al fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore delle politiche ambientali e quindi nel ciclo integrato dei rifiuti e nella cosiddetta partita del cemento. Abbiamo avviato da tempo tavoli tecnici con la sottoscrizione di protocolli con varie istituzioni che combattono la criminalità organizzata: Polizia, Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Capitaneria di Porto, Polizia ferroviaria e Guardia di Finanza. Tutto ciò per consentire uno scambio di dati per il monitoraggio costante e puntuale del fenomeno. E’ anche fondamentale per la nostra Provincia cercare di dare una mano per la semplificazione delle norme e per una maggiore trasparenza nei processi amministrativi. Stiamo lavorando per fare in modo che non ci siano più alibi per il mancato rispetto delle regole, dovuto alle obiezioni sulla farraginosità delle normative, che per essere interpretate correttamente necessitano di semplificazione. Allo stesso tempo i controlli effettuati devono essere rigorosi. L’impegno da parte nostra resterà massimo, con un’attenzione anche etica verso un fenomeno che non deve allarmare ma che deve essere continuamente monitorato e attentamente valutato».

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