Ancora delitti contro le donne: «C'è molto da fare, tutti assieme»

Data: 
04/07/2012 - 10:30
Dichiarazione della Presidente della Provincia
Francesca Zaccariotto

 

di Francesca Zaccariotto (*)

 

Sono 54 le donne uccise dall’inizio dell’anno per mano di un uomo, 651 negli ultimi 5 anni. Quasi una donna al giorno si presenta ai pronto soccorso della provincia veneziano. Gli ultimi delitti sono proprio di questi ultimi, torridi, giorni. Vogliamo chiamarla emergenza? A me sembra un termine divenuto ormai riduttivo, considerati i numeri di questo grave fenomeno che non mostra alcuna soluzione di continuità, e forse bisognerebbe chiamarlo dramma.

Sì, perché questi femminicidi rappresentano autentici traumi al tessuto sociale, per le famiglie che li subiscono, per le istituzioni che si sentono impotenti,  e viene da chiedersi ancora una volta cosa possiamo fare di più per dare un segno di svolta, per operare un cambio di direzione. In Senato c’è già un decreto legge per l’inasprimento delle pene contro il femminicidio, e mi sembra un ulteriore passo in avanti: non smetterò di invitare le donne che vivono situazioni di sottomissione, di minaccia o intimidazione, a denunciare i fatti, senza paura, alle forze dell’ordine o ai servizi sociali delle amministrazioni comunali. Dico questo perché il silenzio in questi casi è deleterio e dannoso, favorisce solo il personaggio violento di turno.

 

Credo che ogni istituzione possa e debba fare la sua parte: la Provincia di Venezia ha messo in campo una serie di iniziative a favore delle donne che vivono situazioni di disagio; gocce in un oceano, ma comunque segnali concreti. Abbiamo, per esempio, concluso i corsi di formazione gratuiti a favore delle donne migranti, alle quali i nostri esperti hanno illustrato diritti e doveri. Ricordo anche la collaborazione avviata con l’Ordine degli Avvocati di Venezia, che offre un servizio di patrocinio gratuito a difesa delle vittime di violenza.  A ciò si aggiungono le attività della Commissione provinciale Pari opportunità e le politiche di genere, e tutti i progetti avviati con la partecipazione della Prefettura di Venezia. Ricordo tra gli altri l’esperienza positiva del progetto denominato “Lo psicologo a scuola” che aiuta i ragazzi delle scuole a riconoscere e tenere comportamenti etici verso tutti. Azioni che hanno come finalità ultima la promozione della cultura del rispetto dell’individuo, del riconoscimento dell’unicità e del valore dell’altro.

 

Non sono sufficienti, c’è molto ancora da fare, ma nessuno di noi per far fronte a questo dramma disponga della formula magica. Dobbiamo tuttavia credere, tutti insieme, Istituzioni, forze dell’ordine, Chiesa, scuola e le famiglie, perché è solo attraverso la forza culturale di più soggetti che si affrontano simili situazioni oramai divenute inaccettabili.

 

(*) Presidente della Provincia di Venezia

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