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Benessere organizzativo, uno sguardo di genere

24/03/2016 - 11:00
Una valutazione del Cug dei risultati dell'indagine

E' pubblicato nella sezione materiali di queste pagine l'esito dell'indagine sul benessere organizzativo condotta sul personale dell'ente nel dicembre scorso, secondo una lettura di genere proposta dal Cug e tesa a rilevare eventuali diversità di atteggiamento tra dipendenti donne e uomini sui temi trattati.

 

L'indagine si svolge su tre assi:

  • il benessere organizzativo, con cui si intende la percezione del soggetto sulla qualità dell'ambiente lavorativo per le ricadute fisiche, psicologiche e sociali;
  • il grado di condivisione del sistema di valutazione, come efficacia nella misurazione delle performance individuali e collettiva e nella percezione della partecipazione agli obiettivi;
  • la valutazione del proprio superiore gerarchico, sia rispetto al rapporto diretto con il/la dipendente, sia alla leadership con cui viene gestito il gruppo e il lavoro di squadra.

 

L'indagine viene realizzata con periodicità annuale dagli enti della pubblica amministrazione attraverso la collaborazione della direzione del personale e dei Comitati Unici di Garanzia e si configura come uno strumento indispensabile per l'Oiv, l'organismo interno di valutazione, per migliorare l'organizzazione e la gestione del personale, ma anche per favorire un clima interno positivo, come fattore determinante di prevenzione alla corruzione. In vista del passaggio del ruolo di coordinamento al Dipartimento Funzione Pubblica, è ancora l'Autorità anticorruzione (Anac) a mettere a disposizione degli enti fra la documentazione utile un modello di base del questionario, nell'intento di uniformare ambiti di indagine e metodo di rilevazione e consentire l'analisi anche su scala nazionale; ogni ente viene peraltro esortato ad adottare opportune integrazioni che tengano conto delle proprie peculiarità e caratteristiche.

 

La valutazione ora pubblicata si riferisce all'indagine realizzata nel 2015 a partire dal questionario rilasciato dall'Anac che il Cug ha implementato di un ambito relativo alla trasformazione dell'ente da Provincia a Città metropolitana, in attuazione della legge Delrio: evento straordinario per non poter essere contemplato nella misurazione della percezione che ne avesse il personale dell'ente. Il questionario è stato somministrato nel periodo compreso tra il 1° e il 16 dicembre scorso, con il supporto dei servizi informativi che hanno realizzato l'applicativo per la compilazione online e in forma anonima. Rivolto a 449 unità di personale, sono stati restituiti 128 questionari, corrispondenti al 28,5% dei dipendenti in servizio. 

 

La rilevazione. I questionari sono basati su un metodo di rilevazione della misura degli atteggiamenti, noto come scala di Likert, con cui un soggetto esprime un giudizio di disaccordo o accordo attribuendo un punteggio da 1 (massimo disaccordo) a 6 (massimo accordo) su una particolare affermazione proposta. Il risultato delle risposte è sintetizzato in un valore medio ottenuto dal totale delle posizioni espresse. I valori medi superiori a 3,5 (considerato il valore centrale della scala) esprimono una valutazione positiva, quelli inferiori una valutazione negativa. L'analisi tiene conto delle diverse polarità delle domande, riparametrando i risultati.

 

Sintesi\Il benessere organizzativo. In linea generale gli ambiti più critici si riferiscono alla capacità dell'organizzazione di riconoscere il merito professionale e di gestire con equità le responsabilità e gli incarichi, come la fase attuativa verso la nuova entità di città metropolitana. Positivi, invece, gli ambiti che descrivono l'ambiente in termini di sicurezza e salute, il rapporto con i propri colleghi, la considerazione delle proprie capacità professionali. Decisamente positiva infine la percezione relativa alle discriminazioni, su provenienza geografica, sesso, appartenenza religiosa o di fede politica, ecc., che evidentemente non costituiscono un problema. Una lettura di genere, pur mantenendo sostanzialmente invariate le posizioni di negatività e positività, fa registrare nelle donne minore severità su senso di appartenenza, riconoscimento del proprio lavoro da parte dell'organizzazione e politiche di conciliazione adottate dall'ente. Meno severe anche per quanto riguarda la considerazione rispetto allo sviluppo professionale e alla retribuzione. Si percepisce dunque una minore insoddisfazione delle donne per la loro attuale posizione professionale di quanto non avvertano i colleghi.Nel complesso l'indagine si conclude con un giudizio tendente al positivo, posizionandosi mediamente a 3,6 punti.

 

Sintesi\Grado di condivisione del sistema di valutazione. L'indagine rileva qui una percezione complessivamente negativa, posizione assai accentuata da parte maschile. Le donne infatti ritengono di essere ben informate sugli esiti della loro performance e sulla chiarezza degli obiettivi. Non così i loro colleghi, particolarmente severi, fra l'altro, nel giudicare la trasmissione della giusta informazione volta a migliorare i propri risultati. 

 

Sintesi\Valutazione del proprio superiore gerarchico. Complessivamente in posizione centrale della scala, questo asse rileva come nel rapporto con "il capo" e la sua abilità nel gestire il gruppo di lavoro e le performance, le donne abbiano una percezione migliore rispetto ai colleghi, anche con sensibili variazioni. Risalta in ogni caso un rapporto di stima e considerazione del proprio superiore gerarchico da parte di ciascuno in modo abbastanza deciso; lusinghiero anche il risultato sulla percezione della sensibilità alle esigenze personali. Il giudizio si fa invece più esigente sulle abilità a gestire problemi e conflitti e sulla imparzialità di trattamento nel gruppo di lavoro. 

 

Il rapporto si completa con due allegati A e B contenenti una tabella con il report per ogni item proposto e alcuni grafici con vista d'insieme per le diverse indagini, scaricabili a questo link.  

 

Fonte: CUG (lb) 

 

 

Immagine: 
gruppo di lavoro (da www.freepik.com)